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I Fiori di Bach prendono il nome da Edward
Bach, nato a Mosely, in Inghilterra, il 25 settembre 1886.
A vent’anni, dopo alcune vicissitudini, si iscrisse alla facoltà di medicina,
laureandosi nel 1912, e svolse la sua attività in ospedale fino al 1930.
Lavorava troppo, pur con grande passione, nel 1917 ebbe un’emorragia. Fu operato
d’urgenza e gli venne diagnosticato un tumore. Gli diedero tre mesi di
vita.Decise che si sarebbe impegnato per tutto il tempo che gli restava da
vivere e cos’ dedicò notte e giorno al suo lavoro, studiando e facendo
esperimenti. E poiché i tre mesi passarono e, anzi, ne trascorsero altri durante
i quali le sue condizioni migliorarono, si rese conto che, probabilmente, la sua
grande passione e i suoi interessi l’avevano salvato.
Nel 1919 entrò nell’ospedale omeopatico di Londra, dove studiò con entusiasmo
l’omeopatia, affascinato dal fatto che con quei rimedi naturali
si poteva curare
il malato più che la malattia.
Nel
1929 si recò in vacanza nel Galles, sua terra d’origine, e là intuì che la vera
ragione per la quale le persone si ammalavano risiede nell’animo umano.
“Ogni mattina,”diceva,”altro non è che la manifestazione fisica di un
disagio, di una disarmonia dovuti a una condizione mentale che turba
l’equilibrio del corpo”
Sempre durante quel periodo si convinse del fatto che, poiché nella natura regna
un’armonia perfetta, è sicuramente possibile trovare in essa quei rimedi
necessari a ristabilire l’eq uilibrio in tutte le creature: infatti individuò sei
fiori con evidenti proprietà terapeutiche, con i quali creò i primi rimedi.
Tornato a Londra, decise di chiudere il suo studio, di lasciare i suoi pazienti
e il frutto delle sue ricerche ai colleghi, per ritornare definitivamente nel
Galles.
Là nel silenzio armonioso della natura e utilizzando lo spazio della meditazione
e della conoscenza interiore, sviluppò ancora di più la sua grande sensibilità,
e tutt o ciò gli permise di percepire le vibrazioni e le pr oprietà
curative dei fiori. Non alambicchi, ampolle, fiale e laboratori ma semplicità e
intuizione, divennero gli stru menti fondamentali della sua ricerca. Così,
tenendo i fiori in mano o appoggiandoli sulla lingua, trovò altri sei fiori che,
insieme ai primi, costituirono dodici guaritori, ai quali se ne aggiunsero
successivamente altri ventisei, fino a formare i trentotto rimedi naturali che
sono alla base della floriterapia.
Nell’estate del
1930
scrisse il libro Guarisce te stesso,nel quale spiega come la malattia del corpo
può deriva re da uno stato d’animo negativo che finisce con l’interferire con
l’equilibrio della personalità. Morì il 27 novembre 1936. Alcune settimane prima
aveva detto ai suoi collaboratori:
”La mia opera è finita, e così la mia missione sulla terra” (tratto dal
libro: Fiori di Bach)

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