Pranoterapia significa “cura mediante l’utilizzo del
prano”: Il termine “prana” deriva dal sanscritto (un’antica lingua
indiana) e vuol dire “ soffio vitale”: si riferisce all’energia di cui,
secondo le teorie orientali, è permeato tutto l’universo, esseri viventi
compresi.
Medico viennese nato nel Settecento, Franz Anton Mesmer viene
considerato il fondatore della pranoterapia, in quanto fu il primo a
intuire la natura del soffio vitale:lo descrisse, infatti, come
“magnetismo animale”, ossia come pura energia che si sprigiona dal
corpo.
Mesmer dedicò la vita allo studio del prana, sempre più certo che alcuni
uomini, tra cui, ovviamente lui stesso, possedessero un “ rimedio
invisibile”, imponderabile, ma assolutamente efficace per curare le
malattie”. Questo rimedio, diceva Mesmer, è un fluido diffuso
nell’universo, che entra nei nervi umani conferendo al corpo proprietà
simili a quelle di una calamita: dirigendolo verso un corpo malato è
possibile avviare in esso e poi portare a termine, i processi di
guarigione. Osannato a Parigi dove utilizzò ampiamente il suo fluido per
curare la povera gente, diventò famoso anche presso gli alti esponenti
della corte di Luigi XVI. La sua fortuna fu però di breve durata:la
Commissione dell’Accademia delle scienze di Parigi new decretò la
rovina, come uomo e come medico, giudicando falsa la possibilità che
esistesse un fluido magnetico terapeutico: testualmente venne affermato
che:” Non cè nulla che mostri l’esistenza di questo fluido magnetico, e
siccome è inesistente non può avere effetti salutari”.
Solo molti anni dopo, nel 1822, Mesmer venne almeno in parte
riabilitato dalle ricerche di Ampere, che dimostrò scientificamente
l’equivalenza tra magnetismo ed elettricità. Negli stessi anni il
chimico austriaco Karl von Reichenbach, partendo dall’utilizzo di Mesmer
e dalla scoperte di Ampere riuscì a evidenziare, servendosi degli
attrezzatissimi laboratori di Vienna, che la particolare energia che si
sprigiona dalle mani di alcuni uomini si manifesta attraverso
un’irradiazione luminosa. In pratica, le prime prove che il prana può
essere “visto” risalgono all’Ottocento.
Nel 1967 venne messa a punto dal russo Semyon Kirlan una particolare
apparecchiatura in grado di fotografare il prana, che lui battezzò
"plasma biologico”. Il ricercatore capì, infatti, che l’energia emanata
dai corpi non coincideva esattamente con l’elettricità anche se aveva
molte affinità fisiche con essa. Con il suo macchinario battezzato
Camera Kirlian, riuscì poi a provare che il plasma biologico (o flusso
bioenergetico, o prana, o soffio vitale) oltre a essere caldo aveva due
particolarità: il rosso e il blu. Oggi si ipotizza che l’energia rossa
rilevata dalla Kirlian abbia un potere radiante, ossia consenta il
passaggio di un flusso dal pranoterapeuta alla persona, mentre l’energia
blu abbia un potere assorbente e quindi riequilibrante. Si dice che
Kirlian, con la sua apparecchiatura, pote fotografare anche il distacco
lento, graduale e inarrestabile del bio-plasma dal corpo di un
moribondo. Oggi la Camera Kirlian e apparecchiature a essa simili, molto
più perfezionate, vengono utilizzate dai pranoterapeuti per dare prova
della presenza del fluido nelle loro mani.
La pranoterapia oltre che sull’uomo è stata sperimentata su animali e
piante. I cani sono stati spesso utilizzati per gli eperimenti di
pranoterapia e la sperimentazione in questo caso è stata condotta su
animali malati su cui le cure tra dizionali non avevano sentito alcun
effetto.
Alcuni risultati:
Coker : otite cronica ulcerativa – nessuna terapia associata - risultati
buoni Pastore tedesco: parandotite a placche – nessuna terapia associata
– risultati risolvibili Queste due come un esempio ma ce ne sarebbe da
descrivere.
La pranoterapia sull’uomo Un bravo pranoterapeuta non si deve mai
sostituire al medico, anzi deve collaborare con lui, perciò non deve
assolutamente fare diagnosi. La malattia, ovunque si manifesti e
qualsiasi organo coinvolga, deve sempre e comunque essere individuata
dal medico. Non deve assolutamente promettere guarigioni miracolose da
malattie verso le quali la stessa medicina tradizionale si dimostra
impotente. Se ciò avviene, si tratta senza’altro di una persona che non
possiede il senso del limite o, peggio, che è in malafede. Il
pranoterapeuta è un operatore che in nessun caso deve avere la
presunzione di sostituirsi al medico ma che mette a disposizione di chi
ha problemi di salute le sue doti naturali.
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