RECENSIONE

 

“ Il giardino di Ariella “ di Ariella Novato

(Edizioni Pagine, Roma 2005)

 

Presentazione al complesso “Bocca della Verità”

(27 febbraio 2006, ore 17,30)

 

“Il giardino di Ariella” di Ariella Novato – appena edito da Pagine- è un libro molto particolare, certamente unico per due complesse ragioni concomitanti .

Da un lato va subito detto della sua non appartenenza a questo o quel genere di “prodotti”editoriali, presentandosi quindi, come vedremo, con una sua specificità.

Dall’altro lato – ecco la peculiarità –la sua lettura attiva una variegata serie di stimoli, che vanno: dalla riflessione sui rapporti tra l’uomo e la natura al ruolo delle varie componenti emozionali che giocano in quei rapporti; dalla sintetica ma efficace documentazione di tipo scientifico sulle caratteristiche dei tanti fiori “ coltivati” da Ariella nel suo giardino agli aspetti di ricerca storica e antropologica sull’uso che ne è stato fatto, che se ne fa e sui benefici che se ne possono tratte.

Un altro elemento caratterizzante, che emerge dal libro, è l’articolata casistica di esperienze –personali, prima, e professionali poi – che l’autrice ha avuto fin sul suo primo “incontro” con il mondo dei fiori. Si tratto, come Ariella ci racconta, di un incontro che rappresentò per lei una svolta, consentendole di scoprire in sé doti ed attitudinifino a quel momento latenti e che, via via approfondite, costituiscono un suo preciso bagaglio operativo.

Da questo punto di vista il libro si arricchisce di ulteriori elementi di interesse, in quanto è anche un diario di vita dell’autrice.

Per l’insieme dei motivi ora accennati, “entrare” nelle pagine de “ Il giardino di Ariella” significa restarci e proseguire volentieri dalla prima all’ultima”; farlo è un’operazione che dona il piacere di una lettura che non soltanto stimola la fantasia ed offre spunti di riflessione, ma che è anche sorretta da uno stile scorrevole.

E’ un aspetto che merita di essere sottolineato, quello di un libro che sa farsi leggere senza costringere a faticose decodificazioni in  linguaggi per iniziati, in cui ci si imbatte, ed affronta con garbo un insieme di temi che- quanto meno – incuriosiscono tenendo alta la  tensione della lettura: il che non è affatto da trascurare (ed aggiunge pregio al volume), se si considera che l’odierno quotidiano assalto del “mass-media”tende ad allontanare dalla parola scritta.

Insieme all’invito ad addentrarvi ne “Il giardino di Ariella”, mi fa piacere aggiungere un’ultima annotazione:

Ogni fiore, con i suoi colori e i suoi profumi, è anche un messaggio di poesia. E’ quindi un profilo che rende possibile intravedere in queste pagine sia venature che evocazioni liriche, secondo l’auspicio del poeta spagnolo Luis Cernuda, che così scrisse:

 

Essere come il fiore: nasce e aperto

Respira in pace, canta sotto il cielo,

nella luce, benché la morte esista.

 

Allora facciamola,questa forma di esorcismo, con Nernuda e con la “giardiniera” Ariella Novato, che ringraziamo.

 

f.to Raimondo Venturiello

 

 

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